Natale con Riccardo Capua – Pappardelle alla Lepre

Natale con i vini di Riccardo Capua
Vi abbiamo già parlato di una proposta natalizia che ben si presta per i vostri antipasti a tavola, oggi vogliamo presentarvi un primo piatto, Re della tradizione maremmana e delle nostre festività:

Le pappardelle alla lepre
Il termine pappardella probabilmente deriva dal toscano “pappare” ed è da considerarsi un piatto tutto toscano, una risposta alle tagliatelle di origine emiliano-romagnola.

È una pietanza antica, già in uso nel medioevo nella toscana Orientale e citata addirittura nel Decamerone di Boccaccio. In pratica è una tagliatella più spessa e larga che varia dai 2 ai 4 cm in generale.

Il sugo più utilizzato per condirle è la lepre, ma vengono cucinate in tutta la Toscana anche con cinghiale, anatra e funghi.

Essendo una pasta molto importante spessa, lunga e larga, richiede sughi rustici importanti anche con il “pezzettone” di carne, così la piacevolezza del piatto risulta equilibrata.

Ricetta (ingredienti per 4 persone)

  • 1 lepre
  • 2 carote
  • cipolla
  • coste di sedano
  • 2 rametti di rosmarino
  • 2 foglie di alloro
  • salvia
  • ginepro
  • 1 spicchio di aglio
  • vino rosso
  • 300 g pomodoro pelato
  • olio extravergine
  • sale e pepe q.b.

Preparazione
In una ciotola versate 500 ml di vino e mettete le verdure (carota, sedano, cipolla) tagliate grossolanamente. Aggiungete la lepre a pezzi, l’aglio, il rosmarino, l’alloro. Lasciate marinare il composto per almeno una notte. Scolate la carne dalla marinatura e sciacquatela sotto acqua corrente. Fate un trito delle verdure rimaste e rosolate in un tegame insieme all’aglio e l’olio. Aggiungete rosmarino, salvia, ginepro e alloro; unite i pezzi del lepre e rosolate per qualche minuto. Sfumate con vino rosso e fate evaporare; a questo punto aggiungete i pelati passati e cuocete a fuoco basso per almeno 2 ore, fino a che la carne non sarà così tenera da sfilacciarsi. Lessate le pappardelle e conditele con il sugo di lepre.

L’angolo del Sommelier
Ci troviamo davanti ad un piatto importante, va accompagnato con un bel vino rosso, la presenza del pomodoro e di una lunga stufatura della carne ci indirizza verso un vino rosso di corpo.
La struttura del piatto è abbastanza importante, insieme alle pappardelle, possiamo trovare anche pezzi di carne intera, che ha subito una lunga cottura, quindi scegliamo un rosso di corpo con qualche anno. La speziatura del piatto ci indirizza verso un vino profumato, anche se tutto risulta “addolcito” e ammortizzato dalla pasta che ha una presenza fondamentale.

L’abbinamento adeguato in casa Capua ricade nel Fiammante, con almeno 4-5 anni di elevazione. I suoi profumi ed aromi fruttati-erbacei tengono testa all’ aromaticità del sugo, e la sua freschezza, con il tannino presente ma sottile, ripulisce la bocca dalla sensazione dolce-untuosa.
Anche in questo caso vi domandiamo, voi cosa ci abbinereste?

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